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Attualità

Guerriglia a corteo indignati, incappucciati all’assalto di Roma

Roma – (Adnkronos) – Un blindato dei carabinieri, auto e cassonetti incendiati. Assaltati banche, negozi e chiese. Più di 40 i feriti, fotoreporter Adnkronos colpito da una pietra alla testa. Manifestanti pacifici al grido ‘vergogna’ tentano di arginare la guerriglia

Roma, 15 ott. – (Adnkronos) – Una manifestazione annunciata come ‘arrabbiata’ ma pacifica trasformata in guerriglia. Una piazza, San Giovanni, per anni luogo di manifestazioni sindacali e battaglie democratiche trasformata in teatro di scontri tra manifestanti e forze dell’ordine. La rabbia degli indignati a Roma non ha trovato spazio schiacciata dalla violenza di gruppi che hanno messo a ferro e fuoco la città. Una battaglia che lascia sul campo più di quaranta feriti, danni e devastazione per la capitale, teatro solo pochi mesi fa di nuovi scontri in occasione della manifestazione degli studenti del 14 dicembre. Un blindato dei carabinieri dato alle fiamme, auto incendiate lungo il percorso del corteo, vetrine infrante, lanci di pietre, banche e negozi assaltati, lanci di sampietrini, bombe carta .

Un’escalation di violenza iniziata poco la partenza del corteo da piazza della Repubblica. Un corteo lunghissimo, colorato, dove i cori di studenti, operai e disoccupati sono stati coperti dai primi atti vandalici avvenuti in via Cavour. Un gruppo di persone, tutte vestite di nero, a volto coperto e con i caschi in testa ha sfondato prima la vetrina di una banca per poi dare alle fiamme due auto. Atti di teppismo che si sono verificati lungo tutto il percorso. Una guerriglia che non ha risparmiato neppure le chiese: presa di mira la parrocchia di San Marcellino e Pietro, tra via Labicana e via Merulana e la basilica del Massenzio che è stata occupata da una gruppo di manifestanti. Il parroco della Chiesa di San Marcellino e Pietro, parlando con l’Adnkronos ha detto: “Non giudico, ma si è trattato di un oltraggio gratuito”.

I feriti trasportati in ospedale sono stati quarantacinque con contusioni, escoriazioni e ferite lacero contuse sono in tutto una ventina. Tranne per un manifestante ferito alla mano si tratta di codici di media e bassa entità. Circa 25 manifestanti sono stati soccorsi e medicati sul posto nell’area di San Giovanni. Grosse le difficoltà per i soccorritori per raggiungere i feriti dati i blocchi stradali e i tafferugli. A via Labicana, un gruppo di incappucciati ha preso di mira anche le telecamere di alcuni palazzi, mentre ad alcuni fotoreporter sono stati oscurati gli obiettivi con vernice nera. Il fotoreporter dell’Adnkronos, Cristiano Camera, è rimasto ferito, colpito alla testa, nei pressi di piazza San Giovanni da un gruppo di violenti e ha dovuto ricorrere alla cure ospedaliere. Assalti che spesso hanno avuto come obiettivo le forze dell’ordine: un blindato dei carabinieri è stato date alle fiamme. Un’alta colonna di fumo si è levata dal mezzo che i manifestanti hanno continuato ad attaccare con fumogeni e bombe carta. I militari all’interno sono riusciti ad abbandonare il blindato in tempo, mettendosi in salvo.

Una violenza che i manifestanti pacifici hanno provato più volte ad arginare. Un gruppo di pacifici ha attraversato piazza San Giovanni con le mani alzate gridando ‘no alla violenza’ e ‘vergogna’ mentre i violenti continuavano a lanciare oggetti contro i blindati delle forze ordine. Più volte si sono levati applausi anche per l’intervento della forze dell’ordine con gli idranti. Una giornata d’inferno per la capitale che ha trovato la condanna di tutte le istituzioni.

Oltre la notizia – Approfondimento: Roma 15 ottobre – La rabbia e l’indignazione, il ferro e il fuoco

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