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Scienza

Neutrini speedy, spuntano i dubbi

L’Aquila – (di G.Col.) – C’E’ CHI PROVA A “DEMOLIRE” EINSTEIN, MA… –  (Foto: macchinari per  l’esperimento Opera e il prof. Ereditato) – La “scoperta” di un errore strepitoso di Einstein sulla costante universale C, celeritas, la velocità della luce (circa 300.000 km al secondo), ha lasciato  perplessi gli scienziati di tutto il mondo e, con il trascorrere del tempo, accresce i dubbi. Se fosse vera, dovremmo riscrivere  e rileggere i libri di fisica. Possibile? Vediamoli, alcuni di tali dubbi, che serpeggiano prima di tutto nel gruppo di scienziati che al Gran Sasso si occupano dell’esperimento Opera. La cattura e il controllo dei neutrini sparati dal CERN: neutrini… speedy. Molti scienziati tra loro, si apprende oggi, non hanno condiviso la diffusione – assai sorprendente nel metodo – della notizia. Una bomba, non una notizia, e immediatamente molti volti e nomi alla ribalta del globo. Normalmente, quando si verifica una scoperta (e tanto più di queste dimensioni…) viene scritto un articolo, spesso a più firme, da inviare alle riviste scientifiche più autorevoli del mondo che si pubblicano in America e in Inghilterra: Science, Nature e qualche altra. Le riviste valutano e cercano verifiche, mediante i loro comitati scientifici. Poi, se c’è fondamento solido, pubblicano l’articolo che diventa rivelazione ufficiale.
In questo caso, la diffusione è stata affidata a dati trapelati sui giornali, poi ufficializzati a rate, prima di ogni verifica nelle sedi competenti. E’ vero che gli scienziati interessati – cominciando dal fisico Antonio Ereditato – hanno per primi messo “le mani avanti” con cautele e prudenza, dicendo di voler sottoporre ai colleghi le loro misure e chiedere che altri ripetano l’esperimento. Ma è anche vero che da due giorni, nel mondo scientifico e non solo, non si sente parlare d’altro che… di un possibile errore di Einstein. Forse un po’ azzardata, sia pure come ipotesi.
Le scoperte e le teorie dello scienziato più grande del Novecento, anzi della storia della scienza da Newton in poi, sono e restano il fondamento di buona parte della fisica. Basti pensare alla teoria della relatività generale, che discende da quella della relatività ristretta, del 1905, in cui si dice, e in mille modi in seguito di dimostra, che la velocità della luce è la massima possibile in natura per ogni oggetto materiale, non superabile ma neppure raggiungibile. Se un oggetto la raggiungesse, si accorcerebbe fino a zero e assorbirebbe enormi quantità di energia. Fatti dimostrati e stradimostrati.
Forse stavolta la scienza si è lasciata prendere la mano dalla ribalta. Sarebbe spiacevole. Ma ciò che sta accadendo suscita interrogativi. E se vi fosse un errore di calcolo? Si tratta di miliardesimi di secondo… Al limite, potrebbe essere infinitesimamente imprecisa anche la stima della velocità della luce. E se i neutrini appartenessero ad un altro tipo di materia? In fondo, li abbiamo sempre definiti elusivi, misteriosi, poco osservabili, sfuggenti. A questo punto, occorre che altri ripetano la misura, tantissime volte, rispettando un altro che la sua l’ha detta, cambiando il mondo: un certo Galileo Galilei.
Ma prima di spingere Einstein giù dal pedistallo, pensiamoci non due, ma diecimila volte.

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