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Attualità

Internet, forum per difendere la libertà del Web

LONDRA – I sostenitori del Web faranno un tentativo di 11 ore questa settimana per impedire che i governi impongano sempre più controlli sul Web, che ha alimentato le rivolte arabe, permesso la diffusione di cablogrammi riservati della diplomazia Usa e consentito alla pirateria online di prosperare.

L’Internet Governance Forum che comincia oggi a Nairobi riunisce compagnie, gruppi no-profit, docenti universitari, ingegneri, rappresentanti dei governi e normali cittadini.

In uno studio pubblicato quest’anno, la società di consulenza McKinsey ha scoperto che Internet ha rappresentato il 21% della crescita del Pil nei paesi maturi, e che l’e-commerce muove un giro di denaro di quasi 8mila miliardi di dollari.

“Un’influenza maggiore dei governi appare inevitabile. Internet è diventato semplicemente troppo importante per loro per ignorarlo. I governi preferiscono però un approccio top-down”, ha detto Markus Kummers dell’Internet Society, che si batte per un web libero, ad un seminario a Londra.

Gruppi come Internet Society temono il crescente controllo dei governi su Internet, con leggi che impediscono l’accesso al web a chi infrange le norme sul copyright, già passate in Francia e prese in considerazione in diversi altri paesi.

Alcuni paesi hanno provato misure ancor più radicali, come l’Egitto che ha chiuso l’accesso ad internet in tutto il paese durante la Primavera araba per fermare le proteste che erano coordinate proprio su siti web come Twitter.

Nicolas Sarkozy

Image via Wikipedia

Il presidente francese Nicolas Sarkozy ha ospitato quest’anno l’e-G8, una conferenza di leader politici e capi di compagnie internet, durante la quale ha presentato nuove regole da parte dei governi, sottolineando a parole la necessità di un approccio più inclusivo al governo di internet.

“Ma le donne e il Sud del mondo sono stati virtualmente ignorati. Si è trattato di un gruppo scelto di uomini, bianchi, miliardari”, ha detto Jeremy Malcom, avvocato difensore dei diritti di internet e dei consumatori, a Reuters.

“L’Internet Governance Forum è davvero l’ultima speranza per questo processo. Se fallisce, quello che otterremo è che India, Brasile, Sud Africa, Cina, Kazakistan, Russia e così via andranno avanti con l’idea che serva un processo intergovernativo”.

Il potenziale di internet nell’innalzare gli standard di vita delle persone è sottostimato nei paesi in via di sviluppo, dove accede al web solo il 21% della popolazione, a fronte di un 69% nei paesi sviluppati.

Informazioni su Redazione Libera Mente News

Libera Mente News è composta da un gruppo eterogeneo di professionisti, ognuno esperto nel proprio campo, che intende creare un nuovo network di informazione che sia “pulito” e depurato da posizioni di parte (personali, politiche, religiose che siano). Intendiamo offrire sempre e solo delle news candide e veritiere.

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