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Economia

Moody’s taglia il rating di Eni, Enel e banche

Nuovo giro di vite: declassati i colossi dell’economia italiana

MILANO – La mannaia di Moody’s si abbatte ancora sull’Italia. Dopo il taglio del rating del nostro Paese è arrivata anche l’atteso downgrade per la gran parte delle aziende pubbliche e private italiane, a cominciare da quello delle due principali banche, Unicredit e Intesa Sanpaolo. Ma l’agenzia non ha risparmiato Eni, Enel, Terna Finmeccanica, Poste italiane, confermando invece il rating di Generali, l’unico grande gruppo a salvarsi.

Sul fronte degli istituti di credito, il giudizio di Moody’s riflette soprattutto il coinvolgimento dell’Italia nella crisi dei debiti sovrani che sta colpendo severamente gran parte dell’Eurozona. Sia per Unicredit che per Intesa Moody’s ha tagliato il rating sui depositi e il debito a lungo termine: nel primo caso portandolo da A3 ad A2, nel secondo da Aa3 ad A2. In entrambe le situazioni l’outlook – cioè le prospettive – è negativo. In particolare per Unicredit il taglio del rating è dovuto al fatto che il gruppo dovrà «migliorare il debole livello di redditività delle operazioni ’corè in Italia». «E nell’attuale situazione economica – spiegano gli analisti di Moody’s – i bassi tassi di crescita e le misure di austerity del governo costituiscono un ostacolo per il gruppo in Italia e negli altri mercati». E tutto ciò – proseguono – «potrebbe aumentare le pressioni negative sulla redditività e sulla qualità degli asset».

Per quel che riguarda invece Intesa Sanpaolo, per Moody’s il taglio è dovuto «sia all’esposizione diretta verso il debito sovrano italiano sia al fatto che Intesa è concentrata soprattutto sulle attività interne, visto che il 77% delle entrate del gruppo sono generate in Italia». Per questo, l’agenzia ritiene che «il profilo di credito di Intesa sia troppo legato al profilo di credito del governo italiano. E data questa correlazione – conclude Moody’s – è poco probabile per Intesa avere un rating più alto di quello del governo italiano». Capitolo Eni. Per Moody’s, che taglia il rating da Aa3 ad A1, le possibilità che il gruppo riceva sostegno straordinario dal governo sono diminuite «significativamente», con la conseguenza che l’agenzia ha deciso di valutare Eni solo sulla base della qualità del suo credito di base. Per lo stesso motivo Moody’s ha deciso di abbassare il rating di Enel da A3 ad A2. Infine Finmeccanica. Il rating è stato tagliato da A3 a Baa2, in considerazione di «una qualità del credito che si è deteriorata». Si salva solo Generali il cui outlook è stato però valutato negativo.

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