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Attualità

«Down, essere differenti è normale, anche nello sport»

Il capitano dell’Inter Zanetti testimonial della campagna contro le discriminazioni. Il 9 ottobre iniziative in 200 piazze italiane

MILANO – Una bambina di Potenza «dimenticata» nella foto di classe, giostre vietate, a iniziare da Gardaland, insulti sui sociali network. E addosso l’etichetta di ragazzi con gli occhi a mandorla. Pregiudizi e luoghi comuni ancora accompagnano le persone con sindrome di Down. Per superarli anche quest’anno ritorna il 9 ottobre l’appuntamento con la Giornata nazionale delle persone con sindrome di Down, che si svolge sotto l’Alto patronato del presidente della Repubblica, su iniziativa del CoorDown, il Coordinamento nazionale delle associazioni delle persone con sindrome di Down ( ), in collaborazione con il Comitato paralimpico italiano e la Federazione italiana sport disabilità intellettiva relazionale.

MESSAGGIO DI CIOCCOLATO – Oltre 200 i punti informativi nelle piazze di tutta Italia. I volontari distribuiranno materiale informativo e offriranno tavolette di cioccolato, realizzato con cacao proveniente dal commercio equo e solidale, in cambio di un contributo per sostenere i progetti delle 75 associazioni che fanno capo al CoorDown. Ma la campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica non finisce con la giornata. Quest’anno è dedicata all’integrazione sportiva delle persone con sindrome di Down e ha per tema «Essere differenti è normale, anche nello sport» per invogliare le famiglie a far avvicinare i propri figli all’attività sportiva.

INTEGRAZIONE NELLO SPORT – «Le azioni vincenti arrivano da chi meno te l’aspetti», dice il capitano dell’Inter Javier Zanetti, testimonial della Giornata. Lo sport consente ai ragazzi, attraverso una sana competizione, di mettersi in gioco e interagire, non ammette differenze ed è strumento di integrazione sociale. Lo dimostrano anche i risultati raggiunti da atleti con sindrome Down come Silvia Preti, primatista mondiale nel lancio del giavellotto in C21 (la classe sportiva dedicata agli agonisti con sindrome di Down) e Paolo Alfredo Manauzzi, campione mondiale di nuoto.

PARCHI GIOCHI ACCESSIBILI – Un passo in avanti contro le discriminazioni subite dai ragazzi con sindrome Down nei parchi di divertimento è stato fatto nei giorni scorsi con la firma di un protocollo frutto di un anno e mezzo di lavoro e confronto con le principali strutture del settore, con i costruttori delle attrazioni e con le prefetture e i Vigili del fuoco, responsabili della sicurezza. Hanno finora aderito al protocollo il parco acquatico Aqualandia di Jesolo Lido (Venezia), Zoomarine di Torvaianica (Roma), Minitalia Leolandia di Bergamo.

GARDALAND, GIOSTRE ANCORA VIETATE – «Anche altri parchi si dichiarano pronti a sperimentarlo – afferma Sergio Silvestre, presidente di CoorDown – . Silenzio invece da Gardaland, che pure ha partecipato al tavolo di discussione e dove spesso sono segnalati spesso episodi di discriminazioni, essendo vietato l’accesso solo in base ai segni della malattia sul viso». Secondo Gardaland, i limiti all’accesso ad alcune attrazioni sono necessari per adempiere ad obblighi di legge e per ragioni di sicurezza. «È l’unico parco al mondo che prevede questi limiti – incalza Silvestri -. Con il coinvolgimento delle famiglie interessate stiamo avviando una procedura legale».

CHE COSA PREVEDE IL PROTOCOLLO – Secondo il protocollo, non può essere precluso l’accesso ai minori accompagnati da adulti, che vanno informati su eventuali rischi. Via libera anche a chi è solo: prima di farlo entrare, il personale gli spiega le regole e lo informa su eventuali pericoli. L’accesso all’attrazione gli può essere impedito solo se, dopo aver ricevuto le informazioni, il maggiorenne non accompagnato appaia «visibilmente incapace di comprenderne il senso e di fornire ogni indicazione sullo stato di salute fisica».

Informazioni su Redazione Libera Mente News

Libera Mente News è composta da un gruppo eterogeneo di professionisti, ognuno esperto nel proprio campo, che intende creare un nuovo network di informazione che sia “pulito” e depurato da posizioni di parte (personali, politiche, religiose che siano). Intendiamo offrire sempre e solo delle news candide e veritiere.

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