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Attualità

L’Istat, il braccio statistico delle lobbies, non sapeva quanti italiani usano Internet

In 500.000 hanno provato a compilare il modulo on line, ma il server è saltato

Il primo giorno di censimento ha fatto crollare i server dell’Istat, il braccio statistico delle lobbies o della casta a seconda di come la si vuol chiamare.

Almeno un dato sugli Italiani lo ha fornito, ancor prima della compilazione degli appositi moduli: Internet è nell’ uso comune della maggior parte delle famiglie del nostro paese. Che poi nello specifico l’accesso in rete sia usato per chattare su Facebook, per giocare a poker on line o per cercare ricette di cucina poco importa. Questo era tenuto a saperlo il più autorevole degli istituti statistici, quello che ogni dieci anni deve fare la radiografia approfondita delle nostre famiglie.

Dalle prime ore del mattino sono stati raggiunti picchi di 500.000 collegamenti  contemporanei, con una sorprendente partecipazione di cittadini alla compilazione on line del questionario, però il sistema non dimensionato per tanto traffico si presto ingolfato,  durante la  giornata chi ha tentato di fare il suo dovere  è stato costretto a lunghe attese per poi sentirsi dire che era impossibile accedere. Gli attenti tecnici statistici non avevano ancora rilevato che, in oltre 25 milioni di famiglie italiane, cominciano ad essere tanti quelli per cui connettersi in rete è cosa  normale, come accendere la luce o aprire il rubinetto dell’ acqua.

LA MIA DOMENICA DI LOTTA CONTRO IL CERVELLONE ISTAT

 C’ero anch’io tra gli zelantissimi aspiranti compilatori del fantomatico cyber censimento. Non certo perché volessi fare il primino della classe tra i miei condomini, ma sicuramente perché, come altre migliaia d’italiani, sono stato contagiato da quella che la comunità scientifica chiamerà la “sindrome del 9 ottobre”. Vi assicuro che è stata peggiore dell’influenza stagionale, è apparentemente asintomatica, ma alla fine della giornata vi lascia con un senso profondo di frustrazione per avere, almeno una volta, cercato di fare i solerti cittadini e non esserci riusciti per colpa di un server sovraccarico.

La malattia in questione, altresì chiamata “ansia da compilazione”, è stata per me, come per tutti, favorita da alcune circostanze ambientali e da una specifica coincidenza di passaggio stagionale. Innanzitutto non ci saremmo responsabilizzati in blocco, causando l’ arresto drastico delle risorse hardware dell’ Istat, se non fossero intervenute simultaneamente alcune concause scatenanti che hanno favorito quell’ effetto devastante di pseudo-solerzia collettiva. Il 9 ottobre è stata la prima domenica crudelmente addentata dall’ autunno, arrivato all’ improvviso dopo la prolungata e innaturale calura estiva.

Che fare in un giorno di tedioso stravaccamento quando la voglia di uscire di casa è ridotta dal vento che flagella e ancora nessuno di noi ha fatto il cambio del guardaroba? Chiaro si esce giusto il tempo passare all’ edicola. Per il resto del tempo si progetta di restare a casa.
Si guardano i giornali con maggiore cura e si accende la tv sin dalla mattina, anche se normalmente ciò non accade. Ecco che si allucina il termine “censimento” e improvvisamente suona per tutti noi come una possibile alternativa per movimentare la giornata, magari trasformando una noiosa necessità in un piacevole gioco in famiglia. Finalmente si prende in mano quel pacco di fogli verdolini che da un paio di settimane giravano per casa, tra scaffali e librerie.

Il modulo Istat ha in prima evidenza la data  del 9 ottobre, bella scritta in grande, la mia naturale ritrosia a compilare moduli m’impedisce di approfondire e per un inconsapevole automatismo mi convinco che sia tutto da fare entro la mezzanotte, sennò scattano le sanzioni su cui la tv mi ha già sufficientemente spaventato.
La prima indicazione mi dice di compilare il questionario via web collegandomi al sito http//censimento popolazione.istat.it, inserendo la password stampigliata in basso sul mio modulo. Non mi serve andare avanti, registro che quella è l’unica maniera per fare il mio dovere di cittadino, d’altronde non mi par vero di evitarmi altra mezza giornata di spostamenti e file per consegnarlo a mano.

Mi collego, faccio login con il mio codice fiscale e la password, leggo le istruzioni e inizio con la “LISTA A : Persone della famiglia.Persone che hanno dimora abituale nell’alloggio.”  Sembra facile il primo a essere immesso sono io, perché capo famiglia. Ci metto un minuto poi dovrei passare alla consorte…Qui iniziano i problemi. Il sistema mi sbatte fuori all’istante, avrò sbagliato qualcosa, penso. Per quanti sforzi faccia dopo 50 minuti non sono riuscito a fare passi avanti. Comincio a temere di non avere speranza di affidare la mia famigliola alla storia statistica del mio paese. Tento comunque la strada del numero verde, funzionante anche la domenica fino alle ore 19. 00. I primi cinque tentativi sono vanno a vuoto con l’ annuncio “sistema sovraccarico chiamate più tardi” .

Dopo una ventina di minuti di attesa riesco a interloquire con un operatore che non ha potuto dirmi altro che il sistema era bloccato. Non demordo… Socializzo su Facebook con quanti si dibattono negli spasimi della mia stessa malattia. Non sia mai detto che ceda alla penna biro (nera o blu, ma assolutamente non rossa!) come già feci dieci anni fa, come fecero i miei genitori ancora dieci anni prima. La notte è giovane, metto sul fuoco l’ennesimo caffè e resto in attesa.

PARLA IL COMPILATORE: EVITATE IL CARTACEO, ALTRIMENTI DOBBIAMO RICOPIARLO  NOI

Simone è un “compilatore” dell’ Istat per il comune di Terni. Anche lui ha passato la domenica in vani tentativi di censimento on line.

Simone come si diventa compilatore ?

Si accede per titoli  a un bando pubblico. In media siamo laureati disoccupati tra i 30 e i 40 anni. Lo stipendio è 2500 euro per i rilevatori, un migliaio più per i coordinatori, per circa sei mesi di lavoro.

Che compiti avete?

Dobbiamo fare assistenza a chi ha difficoltà di compilazione, dopo novembre dobbiamo recuperare quelli che non hanno ricevuto il questionario o non l’hanno compilato. Abbiamo seguito un corso di dieci ore scarse, ma dal primo giorno si sono raccomandati di insistere  sulla compilazione on line. Un questionario mandato via rete sveltisce molto il nostro lavoro. Tutti i dati risultano già verificati e registrati.

Rispetto alle difficoltà di inserimento on line?

Evidentemente avevano calcolato un traffico medio d’immissioni, non prevedendo un picco così alto per il primo giorno. Io non sono riuscito ad andare oltre l’inserimento della data di nascita del coniuge e mi dice sempre che è errata. Cercherò di compilarlo in nottata per vedere almeno come funziona e poter rispondere al pubblico il mio primo giorno di lavoro lunedì mattina.
D’ altronde solo oggi noi potevamo verificare come fosse la piattaforma on line.Ho chiamato anche i miei colleghi e pure loro hanno difficoltà. Non è giusto  però dire che compilare il modulo cartaceo è più veloce. Poi tocca a noi immettere tutti i dati manualmente.

Informazioni su Redazione Libera Mente News

Libera Mente News è composta da un gruppo eterogeneo di professionisti, ognuno esperto nel proprio campo, che intende creare un nuovo network di informazione che sia “pulito” e depurato da posizioni di parte (personali, politiche, religiose che siano). Intendiamo offrire sempre e solo delle news candide e veritiere.

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