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Bologna «Indignati», scontri con la polizia – Ferita una ragazza di 23 anni

Respinti a manganellate i contestatori che tentavano di entrare nell’istituto di credito. Una studentessa finisce in ospedale con denti rotti e labbro tagliato. Via al corteo, sfondata la porta dell’ufficio notifiche di vicolo Monticelli

BOLOGNA – Scontri tra manifestanti e forze dell’ordine davanti alla Banca d’Italia di piazza Cavour, a Bologna. Due i momenti di contatto, per ora, tra i due «schieramenti», che si fronteggiano sotto al portico. Una ragazza è rimasta ferita. Si chiama Martina, ha 23 anni, studia Lettere: secondo le prime informazioni, è stata trasportata in ambulanza all’ospedale con alcuni denti rotti e il labbro ferito.

I MANIFESTANTI – L’obiettivo dichiarato dei manifestanti, circa un centinaio tra studenti, collettivi, antagonisti di Tpo e Crash, è di tentare l’occupazione dell’istituto di credito. La banca è presidiata da carabinieri e polizia in tenuta antisommossa. I manifestanti hanno striscioni («No al debito», «A voi i debiti, a noi la borsa e la vita»), rinforzati con plexiglas e gomma piuma.

I CONTATTI CON LE FORZE DELL’ORDINE – Verso le 11,20 il primo contatto. Gianmarco De Pieri, leader storico del centro sociale Tpo, al megafono annuncia: «Fateci entrare o entreremo a spinta, l’avevamo detto. Se qualcuno si fa male ognuno è responsabile delle proprie azioni». Dopo pochi minuti il gruppo comincia a premere contro gli scudi delle Forze dell’ordine, che poco dopo li respingono a colpi di manganello fino nella piazza. Il gruppo di manifestanti, dopo questi attimi di tensione, si ricompatta dietro agli striscioni. Poi, verso le 11,40, il secondo tentativo di sfondare, respinto da una seconda carica, piuttosto dura, delle forze dell’ordine. Dalla fila dei manifestanti, dopo le manganellate, partono bottigliette d’acqua e vola anche un pezzo di legno. Martina, studentessa di 23 anni, è ferita.

CORTEO – «La giornata non finisce qui – urla al megafono De Pieri- aspettiamo che parta l’ambulanza e poi partiamo tutti insieme in corteo». Prima di lasciare la piazza, dalle fila dei manifestanti partono lanci di uova e qualche petardo. Poi parte il corteo, percorre via Castiglione, fino alla svolta in vicolo Monticelli: i manifestanti entrano nella sede dell’Unep (ufficio notificazioni esecuzioni e protesti).

UFFICIO PROTESTI – All’Unep, i manifestanti hanno sfondato la porta dell’ufficio notifiche utilizzando un palo di metallo come ariete. Hanno portato via alcuni fascicoli, altri sono stati strappati e buttati per terra. Appeso uno striscione dall’edificio: «Diritto all’insolvenza». Barricati nei loro uffici, intanto, i lavoratori. Poi il corteo riparte, sempre su via Castiglione, in direzione centro. I ragazzi portano in spalla «Santa insolvenza», una statua che ricorda quelle delle processioni religiose.

CONDANNE ALLA GESTIONE DELL’ORDINE PUBBLICO – Il corteo si scioglie in piazza Verdi, non prima però aver di condannato la gestione dell’ordine pubblico durante la manifestazione: «Cercheremo di capire chi ha colpito Martina, attraverso foto e video – dice De Pieri – Presenteremo, attraverso i nostri legali, un esposto. Riteniamo che la persona responsabile oggi dell’ordine pubblico non debba far più parte della squadra della Questura di Bologna».

Informazioni su Redazione Libera Mente News

Libera Mente News è composta da un gruppo eterogeneo di professionisti, ognuno esperto nel proprio campo, che intende creare un nuovo network di informazione che sia “pulito” e depurato da posizioni di parte (personali, politiche, religiose che siano). Intendiamo offrire sempre e solo delle news candide e veritiere.

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