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Politica Interna

Governo in rianimazione

Maggioranza stordita e traballante: prevale la tesi dell’incidente di percorso. Ma l’opposizione insiste: Governo finito, Berlusconi presenti le dimissioni. Il rebus giuridico dell’iter parlamentare del provvedimento bocciato. E quello politico delle mosse del Quirinale

Roma, 12-10-2011

“Credo che nessuno degli assenti volesse che si verificasse una situazione del genere e presto lo verificheremo”. Così il ministro Sacconi, questa mattina, a Canale 5, ma il fantasma dell’imboscata si aggira pericolosamente vicino al capezzale di una maggioranza sempre più sfaldata e logora, dopo la bocciatura, ieri, per un voto, dell’articolo 1 del rendiconto generale.

Da tempo circolano voci su un voto nel 2012, con dimissioni del governo a gennaio: uno scenario possibile? “Credo sia dovere del governo governare finché ci sono le condizioni per farlo” replica Sacconi. Ecco, appunto: ma ci sono le condizioni? Il primo test, oggi, darà in Giunta del regolamento alla Camera: è lì che si dovrà capire come uscire dal vicolo cieco della bocciatura del rendiconto 2010 dello
Stato. E in Giunta sono le opposizioni ad avere la maggioranza. C’è poco da stare tranquilli, insomma, per la maggioranza di centrodestra e l’ex presidente
della Camera Pierferdinando Casini già ieri sera, regolamento alla mano, ricordava i precedenti Goria e Andreotti: “Presentarono le dimissioni”.

Se Berlusconi paventa tradimenti dell’ultima ora, assenze improvvise e congiure di ‘irresponsabili’ per detronizzarlo, nella maggioranza si attende con una certa ansia il verdetto della Giunta, che nelle speranze dell’opposizione potrebbe fornire un assist a Giorgio Napolitano per entrare da protagonista nella crisi con una telefonata a Palazzo Chigi. Da qui le invicazioni di molti, nel PdL: l’unica soluzione, a questo punto, è chiedere subito un nuovo voto di fiducia che metta il Governo al riparo sa soprese.

“Certamente viviamo un momento delicato, di fibrillazioni, di confronto. Ma a questo governo non c’e’ alternativa se non quella elettorale. E non credo che nessuno, in
primo luogo quelli a cui vengono addebitati ‘mal di pancia’, voglia far concludere la legislatura”, dice a la Stampa Stefania Prestigiacomo. “Non credo proprio che quanto accaduto alla Camera avrà conseguenze sulla vita dell’Esecutivo”, dice il ministro dell’Ambiente.

“Il voto sul rendiconto dello Stato è un atto dovuto”, “per noi, stando alla Costituzione, le dimissioni del Governo sono un atto dovuto”, ribatte, su Repubblica, Dario Franceschini. “Non facciamo giochetti con la Costituzione. Capisce anche un bambino che se una Camera boccia un provvedimento, farlo riapprovare
dal Governo e mandarlo all’altra vuole dire aggirare con un trucco le nostre regole costituzionali”, aggiunge il capogruppo del Pd alla Camera.

Informazioni su Redazione Libera Mente News

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