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Attualità

La lunga giornata degli Indignati dall’assedio di Bankitalia allo sgombero

Studenti, lavoratori, precari, artisti ieri hanno occupato per ore via Nazionale. Poi, dopo essere stati spostati di peso dalla polizia, si sono accampati sulle scalinate del Palazzo delle Esposizioni. Oggi a mezzogiorno assemblea sulle scale del Palaexpo. Alle 16 è prevista invece una conferenza

E’ notte fonda quando gli Indignati di via Nazionale, portati via di peso uno ad uno dal centro della strada e spinti sul marciapiede dalla polizia, montano le tende sulle scalinate del Palazzo delle Esposizioni. Si beve birra, si discute della giornata e di come proseguire fino al corteo del 15 ottobre, si leggono i giornali, si cantano cori. Bersagli principali: il ministro dell’Economia Giulio Tremonti e la crisi. Richieste: il diritto all’insolvenza e il default programmato.

La giornata di ieri è stata lunga anche per loro, i Draghi Ribelli: studenti, lavoratori, precari, artisti. E’ iniziata alle 16 con l’occupazione di piazza a pochi metri da Palazzo Koch, la sede di Bankitalia presidiata per ore da decine di camionette, blindati e agenti per l’arrivo del capo dello Stato Giorgio Napolitano (a cui tre studenti della Sapienza hanno consegnato una lettera) e del governatore Mario Draghi, prossimo presidente della Bce. Una giornata non ancora terminata perché la mobilitazione, si è deciso, dev’essere lunga e permanente. E così scatta l’accampata. Delle centinaia di manifestanti del pomeriggio di ieri ne resta, in tenda e sacco a pelo, qualche decina, lo zoccolo duro dell’indignazione, della rabbia, dell’insofferenza di chi non vuole pagare “una crisi che non abbiamo creato noi”.

Oggi è un altro giorno. Il tempo di svegliarsi, passare a casa per un panino e una doccia, e poi ricominciare. Per mezzogiorno è stata annunciata un’assemblea sulle scale del Palaexpo. Alle 16 è prevista invece una

conferenza. In mezzo assemblee nelle facoltà universitarie della Sapienza (alcune delle quali, venerdì notte, verranno occupate), come nei centri sociali e nelle associazioni che raccolgono i pezzi di questo movimento.

Ieri la manifestazione è stata pacifica. Canti, balli, cartelli sui blindati delle forze dell’ordine, mascherine da drago. E poi l’annuncio: “Da qui non ce ne andremo. Indietro non si torna”. Almeno fino al 15 ottobre, giorno “caldo” del grande corteo che da piazza della Repubblica attraverserà la capitale per raggiungere piazza San Giovanni con possibili blitz a sorpresa, deviazioni, nuovi camping urbani.

Dopo mezzanotte però l’atmosfera si scalda, sale la tensione. Le camionette della polizia avanzano, gli agenti indossano i caschi, poi li svestono, in un estenuante “gioco” di resistenza. I manifestanti si dividono, poi ritrovano un filo comune, si riuniscono in gruppetti, poi di nuovo in assemblea plenaria, trattano con la Digos e la Questura. Alla fine decidono: tutti seduti in terra e resistenza passiva.
La polizia, che ha chiuso intanto quel tratto di via Nazionale su quattro lati, si stringe intorno agli Indignati e gli agenti li trascinano via, sollevandoli da terra, uno ad uno. Alcuni per le identificazioni (una decina in tutto), altri vengono spinti sul marciapiede davanti al museo perché solo lì, spiegano, può proseguire il sit-in.

Niente scontri, solo qualche spintone e qualche urlo. Poi gli agenti indietreggiano, formano un cordone e alla fine tornano verso Bankitalia. L’accampata romana può cominciare. Anche se c’è già chi più che alle tende pensa alle date: oggi si resta, domani c’è la fiducia al governo che porta con sé la voglia di tentare di arrivare a Montecitorio, sabato è il gran giorno del movimento unito, anche se con tante teste, per il “global change”.

Oltre la notizia – Approfondimento: UNITI, APARTITICI, NON VIOLENTI – 15 Ottobre 2011, Mobilitazione globale

 

Informazioni su Redazione Libera Mente News

Libera Mente News è composta da un gruppo eterogeneo di professionisti, ognuno esperto nel proprio campo, che intende creare un nuovo network di informazione che sia “pulito” e depurato da posizioni di parte (personali, politiche, religiose che siano). Intendiamo offrire sempre e solo delle news candide e veritiere.

Discussione

Un pensiero su “La lunga giornata degli Indignati dall’assedio di Bankitalia allo sgombero

  1. Indignati siamo anche noi immigrati lavoratori in qui, il nostro versamenta dei contributi del IPS, le tasse comunale, provinciale e regionale servirebberò per una ITALIA migliore. Adesso è il MOMENTO dei magistrati di restituire la vera fiducia ai veri cittadini INDIGNATI e per farla capire ai delinqui dei centri sociali e blek bok che LA LEGGE VA RISPETTATO PER TUTTI. Un grande giudice della Repubblica ex Unione Sovietica 1955 che amava la libertà e fu uccise dal regimo Staliniano senza processo disse; La Violenza è insufficenza della raggione e la paura del perdità del POTTERE. dott.ssa DRITA e-mail missdrta@tiscali.it

    Pubblicato da DRITA VUSHAJ | 16 ottobre 2011, 12:43

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